Azienda Agricola Camparo

 
 
Il Biologico in viticoltura*

La storia della viticoltura biologica inizia negli anni '60, decennio in cui alcuni viticoltori sviluppano un approccio basato su principi ecologici, in controtendenza rispetto all’agricoltura tradizionale che prediligeva varietà ad alto rendimento e la protezione delle piante con prodotti chimici di sintesi. Siamo nell’era della cosiddetta rivoluzione verde.
La viticoltura biologica presta particolare attenzione alla tutela dell'equilibrio naturale del vigneto e dell’ambiente circostante, attraverso l’impiego di sostanze naturali ed escludendo l’uso di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi) e di organismi geneticamente modificati (OGM).
Questo vuol dire un impegno a garantire la fertilità del terreno e un’attenzione ai processi naturali.
A seguito degli sforzi iniziali di questi pionieri dell'agricoltura biologica negli anni ‘60 e ‘70, si fa strada progressivamente la necessità di un’organizzazione ufficiale, e pertanto nascono le prime associazioni di agricoltura biologica.
A partire dagli anni ‘80, la viticoltura biologica è regolata dalle diverse associazioni mediante disciplinari di produzione.
Dal 1991 sono sorte a livello europeo norme comuni per la produzione di uve da agricoltura biologica (Regolamento (CEE N. 2092/91), che regolano aspetti come l'uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti e stabiliscono i meccanismi di controllo necessari. Le autorità di controllo accreditate dai governi dei singoli stati membri (organismi di certificazione) hanno iniziato a svolgere controlli qualitativi indipendenti per certificare i coltivatori. Inoltre, le associazioni certificano anche i loro stessi membri: si tratta pertanto di un "sistema di qualità controllato" che si traduce in livelli di qualità molto elevati. Dopo il 1991, le associazioni di agricoltura biologica hanno continuato a sviluppare le loro linee guida, spesso a stretto contatto con altre organizzazioni in Europa.
Dal 2012 non sono solo le uve ma la gestione della cantina e la vinificazione ad essere regolamentate a livello europeo con normativa comunitaria sulla produzione biologica. Le attuali linee guida delle associazioni sono (al 2013) conformi ai regolamenti (CE) n ° 834/2007, (CE) N. 889/2008 e il Regolamento (UE) N. 203/2012.
Dal 1° agosto 2012, i vini biologici possono finalmente riportare il termine "biologico" in etichetta, con il logo biologico UE e non si riferisce solo alle uve ma al prodotto vinificato. Il nuovo regolamento sulla vinificazione biologica prescrive regole precise sui coadiuvanti di processo e sulle tecniche che si possono utilizzare, anche rispetto all’utilizzo limitato dei solfiti. Questo significa che la produzione di vino biologico - dal vigneto alla bottiglia - può essere pienamente riconosciuta e garantita come sana e sicura, a maggior garanzia dei consumatori ma anche a tutela dei viticoltori.

* Fonte: Dossier “Norme UE per la produzione di vini biologici” di IFOAM EU GROUP, Bruxelles (IFOAM Federazione Internazionale dei movimenti per l’Agricoltura biologica).

Il metodo biologico

In agricoltura biologica non si utilizzano prodotti chimici di sintesi per la concimazione e per la difesa dai parassiti. La concimazione è effettuata con concimi organici (compost, letame, sovescio).

Per la difesa delle colture, invece, si interviene con:
• tecniche di coltivazione preventive (rotazione delle colture, impianto di siepi ed alberi che fungono da barriere naturali e da ospiti di insetti utili e di predatori di quelli nocivi, coltivazione consociata di piante che risultano repellenti per gli insetti)
• trattamenti di origine naturale (arricchimento del terreno con minerali naturali, utilizzo di insetti utili che predano i parassiti, irrorazione con derivati vegetali che hanno funzione insetticida, come il neem, il rotenone, la quassia, il piretro, etc.)

La gestione del suolo di un vigneto biologico è uno dei fattori chiave per assicurare la conservazione del terreno agrario e della sua fertilità e, contemporaneamente, il mantenimento delle viti in un equilibrio ottimale per la produzione di uve di qualità.
Nella trasformazione delle materie prime non sono ammessi i numerosissimi prodotti chimici ammessi nei prodotti convenzionali (conservanti, antiossidanti, etc.) ma solo pochi additivi di origine naturale.

Le virtù del metodo biologico

Il metodo biologico in Agricoltura è in continua espansione e questo si deve alla volontà dei viticoltori e degli agricoltori di ritornare ad una gestione della terra più rispettosa e responsabile, alle politiche di sostegno che negli ultimi decenni sono state messe in campo.
Nello stesso tempo è cresciuta la sensibilità dei consumatori verso gli aspetti etici e salutari dei loro consumi. Ecologico, sostenibile, biologico, sono termini entrati progressivamente sempre di più nelle nostre vite. Siamo tutti più interessati all'ambiente, alla salute, alla qualità e alla sicurezza dei prodotti che consumiamo, e vogliamo assicurarci degli effetti che le nostre abitudini alimentare determinano.

Le motivazioni che rendono il metodo biologico più sano e responsabile sono varie:
• ambientale (impiego meno intensivo dei terreni e dei fattori produttivi, conservazione degli insediamenti umani dell'ambiente rurale, tutela e salvaguardia del territorio)
• agricolo (valorizzazione delle produzioni, garanzia di reddito degli operatori)
• alimentare (ottenimento dei prodotti con tecniche dalla qualità certificata)
• di mercati (riavvicinamento tra domanda ed offerta)
• tutela del consumatore e sicurezza alimentare